Il professor Massimo Colombo ha fatto il suo ingresso in Humanitas e da gennaio dirige il Centro per la Ricerca Traslazionale in Epatologia.

Il professor Colombo si occupa da anni di diagnosi e trattamenti delle epatiti virali e di tumore del fegato; autore di numerose pubblicazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche, ha dato un grosso contributo medico e scientifico alla cura di queste patologie.

“In Humanitas dirigo il Centro per la Ricerca Traslazionale in Epatologia, con l’obiettivo di applicare i nuovi sviluppi scientifici alla imponente casistica  che viene trattata in questo Ospedale, con un occhio di riguardo aila valutazione dei farmaci di nuova generazione. L’attività clinico scientifica del nostro centro in Humanitas si sposa con l’attività educazionale e di ricerca che promuovo a livello internazionale mediante la International Liver Foundation della Società Europea di Fegato (EASL) che dirigo a Ginevra.

Humanitas infatti oltre a essere dotata di tutti gli specialisti per la cura delle malattie acute e croniche di fegato, partecipa a studi di registrazione di farmaci contro l’epatite B e C, steato-epatite metabolica, epatite da alcol e le malattie epatiche autoimmuni”.

Epatiti, la ricerca del professor Colombo

“Ho iniziato la mia carriera clinico-scientifica internazionale occupandomi di prevenzione  e cura dell’epatite virale, dapprima in pazienti emofilici e poi in pazienti tradizionali. Ho  partecipato alle ricerche del professor Michael Houghton, che nel 1989 ha identificato il virus dell’epatite C. In quegli anni abbiamo co-pubblicato diversi studi clinici sull’epatite C e abbiamo dimostrato il rapporto tra questo virus e tumore primitivo del fegato. Abbiamo inoltre iniziato gli studi di terapia con interferone e solo recentemente con  farmaci ad attività antivirale diretta. Abbiamo dedicato particolare attenzione anche alla prevenzione  e cura dell’epatite C nel paziente trapiantato di fegato e più recentemente nel paziente con trapianto renale, dimostrando la  possibilità di ampliare l’offerta di reni recuperando organi prelevati da donatori con epatite C.

Negli anni Ottanta le nostre esperienze  nella cura dell’epatite B hanno contribuito a recuperare l’interferone come trattamento di scelta in selezionati pazienti con  questa infezione e alla fine degli anni Novanta abbiamo sviluppato protocolli validati in diverse aree geografiche per la cura dei pazienti che resistevano ai antivirali diretti contro il virus dell’epatite B”.

Il tumore al fegato

“Negli anni Ottanta abbiamo contribuito allo sviluppo dei programmi di sorveglianza ecografica del paziente cirrotico introducendo e sviluppando  i criteri base per la diagnosi precoce e  abbiamo contribuito allo sviluppo di raccomandazioni per ottimizzare la gestione del paziente con tumore del fegato”.