L’anestesia è la desensibilizzazione dell’organismo che si rende necessaria prima di un intervento chirurgico. Viene indotta attraverso l’utilizzo di farmaci e può interessare l’intero organismo o una parte di esso.

Mediante anestesia generale il paziente viene addormentato e anestetizzato completamente e dunque non è cosciente nel corso dell’intervento. L’anestesia loco-regionale invece, interessa soltanto la zona da sottoporre all’operazione.

Il dottor Orazio Difrancesco, anestesista in Humanitas, spiega come avviene il risveglio dall’anestesia.

L’interruzione della somministrazione dei farmaci

“Il risveglio avviene tramite l’interruzione della somministrazione dei farmaci che tengono il paziente addormentato. Oggi disponiamo di farmaci sempre più sicuri, tollerati ed efficaci, la cui durata è breve. Questo fa anche sì che il paziente li elimini prima rispetto a quanto avveniva in passato.

Data la breve durata, durante l’intervento l’anestesista continua a somministrare i farmaci anestesiologici, per via endovenosa o per via inalatoria, controllando riflessi, stato di coscienza e parametri vitali del paziente. Quando desidera che il paziente si svegli è sufficiente che interrompa la somministrazione dei farmaci: questo comporta il risveglio nel giro di pochi minuti.

Qualora si siano utilizzati farmaci anestesiologici della durata un po’ più lunga, si ricorre a farmaci che spiazzano gli anestetici utilizzati e permettono così che il paziente ritorni allo stato di veglia”, spiega il dottor Difrancesco.