LINEE DI RICERCA
Il laboratorio è parte integrante del “Centro per le Malattie Autoimmuni del Fegato”.
Infatti, solo la comprensione dei meccanismi patogenetici alla base di queste malattie
permetterà lo sviluppo di nuove terapie ed una migliore gestione clinica dei pazienti.
La principale area di interesse del laboratorio riguarda le malattie autoimmuni, quali la
cirrosi biliare primitiva, la colangite sclerosante primitiva, e l’epatite autoimmune. Molteplici
attività del laboratorio riguardano anche i tumori delle vie biliari (colangiocarcinoma), essendo
una temibile complicanza di alcune di queste malattie. In particolare, il laboratorio è coinvolto
(1) nella definizione dei fattori genetici ed ambientali alla base dell’aggressione autoimmune
diretta contro le vie biliari e dello sviluppo del colangiocarcinoma, (2) nella comprensione dei
meccanismi molecolari coinvolti nello sviluppo di queste malattie e il ruolo del sistema
immunitario e (3) nello sviluppo in fase pre-clinica di possibili nuovi farmaci efficaci per queste
patologie.
Alcune specifiche aree di interesse del laboratorio:
Fattori genetici
Il laboratorio ha contribuito a dimostrare il ruolo fondamentale di fattori genetici nella
suscettibilità allo sviluppo e progressione della cirrosi biliare primitiva e della colangite
sclerosante primitiva. Di rilievo è stata la dimostrazione di una alta concordanza di malattia tra
gemelli monozigoti affetti da cirrosi biliare primitiva. E’ stato inoltre descritta l’associazione
tra questa malattia e specifici alleli HLA di classe II, e recentemente è stato concluso uno studio
di associazione su tutto il genoma (genome-wide association study - GWAS) confermando il ruolo
fondamentale dei geni HLA e dimostrando l’associazione con varianti genetiche di altri geni, tra le
quali quello dell’interleuchina 12 (IL-12). Questi studi hanno grande rilevanza clinica perché
permettono lo sviluppo di nuovi farmaci (i.e. anti-IL12 per la cirrosi biliare primitiva). Recenti
studi sul ruolo della genetica anche nella colangite sclerosante primitiva hanno suggerito un
importante ruolo di cellule Natural Killer nella eziopatogenesi di questa malattia.
Ruolo dei cromosomi sessuali nell’autoimmunità
In passato abbiamo proposto la teoria che un anomalo (ridotto in alcune malattie autoimmuni o
aumentato in altre) dosaggio genico-proteico di specifici geni localizzati sul cromosoma X abbia un
ruolo chiave nella perdità della tolleranza immunitaria e quindi nello sviluppo delle malattie
autoimmuni. Nella cirrosi biliare primitiva ed altre malattie autoimmuni si è dimostrata la
presenza di un numero elevato di cellule circolanti (soprattutto linfociti B e T) con un solo
cromosoma X (monosomia X), per una perdita preferenziale di uno dei due cromosomi X. Sono in corso
studi di espressione genica e di controllo epigenetico finalizzati ad identificare i geni del
cromosoma X responsabili di queste malattie.
Colangiocarcinoma
Il laboratorio ha contribuito a dimostrare il ruolo di alterazioni metabolismo della serotonina
e degli oppioidi nello sviluppo del colangiocarcinoma. Si stanno inoltre studiando diversi
possibili nuovi marcatori diagnostici utili per identificare il colangiocarcinoma, raro tumore
delle vie biliari spesso diagnosticato in fasi avanzate della malattia.
Immunopatogenesi
Da anni il gruppo studia la immunopatogenesi delle malattie autoimmuni del fegato in
collaborazione con i migliori laboratori internazionali dedicati a queste malattie. Sono
attualmente in corso studi per identificare eventuali modificazioni molecolari di specifici
antigeni mitocondriali e nucleari nell’epitelio biliare (organo bersaglio nelle colangiopatie
autoimmuni), che possano spiegare l’origine dell’aggressione autoimmune. Un forte interesse è
rivolto al ruolo dell’immunità innata, del macrofago, e della cellula Natural Killer soprattutto
nelle fasi iniziali della perdita della tolleranza immunitaria. Alcune linee di ricerca utilizzano
modelli sperimentali di cirrosi biliare primitiva, colangite sclerosante primitiva, e
colangiocarcinoma.
Sviluppo pre-clinico di nuovi farmaci
Stiamo conducendo diversi studi pre-clinici finalizzati a valutare in vitro ed in vivo l’azione
regolatrice di varie molecole ed ormoni (i.e., il neuropeptide Y, la secretina, la dopamina, la
melatonina, etc) sulla crescita ed invasività del colangiocarcinoma. Questi studi pre-clinici
potrebbe fornire il razionale per sviluppare nuove terapie per pazienti affetti da
colangiocarcinoma. Stiamo anche valutando l’efficacia di alcuni possibili nuovi farmaci ad azione
anti-infiammatoria ed immunosoppressoria, quali un agonista del trasportatore del glucosio, per la
cirrosi biliare primitiva in modelli sperimentali di questa malattia. Infine, sempre utilizzando
modelli sperimentali di cirrosi biliare primitiva, stiamo studiando nuove terapie cellulari ad
azione immunosoppressiva. |