Si chiama
OCT (tomografia ottica a radiazione coerente) il
laser di nuova generazione che proviene dal Giappone. Un macchinario molto
sofisticato che consente di
fotografare sezioni dell’occhio ricostruendole in 3D, come una TAC, e con un’
altissima risoluzione. E’ questa una delle principali novità del primo
Congresso Eucornea della neonata Società Europea della Cornea, che riunisce i
maggiori esperti del “vecchio continente”, che si svolgerà
dal 17 al 19 giugno a Venezia presso l’Hotel Molino Stucky Hilton Venice
(www.molinostuckyhilton.com)
, e che riunirà i più importanti esperti nazionali ed internazionali.
Presentare lo stato dell’arte e le novità per il trattamento della cornea a 360° è l’obiettivo
del primo convegno di Eucornea (www.eucornea.org). Il congresso
Refractive.online, uno degli appuntamenti più conosciuti ed importanti nel mondo
scientifico della chirurgia refrattiva, ideato dal
dott.
Paolo Vinciguerra, la
Società Italiana Cellule
Staminali e Superficie Oculare (SICSSO) presieduta dal
prof. Vincenzo Sarnicola (presidente anche di Eucornea) e la
Società Oftalmologica Universitaria (SOU) diretta dal
prof. Leonardo Mastropasqua, in joint meeting con
Eucornea, collaborano alla realizzazione del più grande evento scientifico sui
problemi corneali nel mondo. Ospite dell’evento scientifico e local organizer di questo prestigioso
convegno il
dott.
Giancarlo Caprioglio, primario della divisione Oculistica dell'Ospedale civile di
Venezia.
“Protagonisti di questo appuntamento scientifico sono i
laser - spiega il
dott. Vinciguerra, coordinatore scientifico del Congresso Eucornea - che
permettono di curare miopia
, cheratocono e altre malattie dell’occhio, in modo sempre più efficace anche grazie alla
combinazione con tecniche diverse. Da oggi, inoltre, i laser permettono anche di fare
diagnosi estremamente accurate. In
poche frazioni di secondo, infatti, l’OCT permette di eseguire esami differenti (topografia, tomografia e analisi delle sezioni ottiche) e di avere
immagini in 3D ad altissima risoluzione. In questo modo lo specialista riesce a
vedere la ricostruzione dell’occhio a 360° e contemporaneamente a effettuare misurazioni
estremamente precise di ogni sua struttura (cornea, epitelio…). Inoltre il fascio di luce
invisibile dell’OCT permette di
penetrare anche attraverso gli strati opachi, visualizzando le strutture
sottostanti”.
Sul fronte della
cura, la nuova frontiera dell’oculistica è la
combinazione del laser con altre tecniche, per ottenere risultati eccellenti con
le minori complicanze. Suddividendo l’approccio correttivo in modo articolato, infatti, si riduce
il trauma per l’occhio. Quindi laser ad eccimeri combinato a
cross-linking o lenti ultrasottili rispettivamente per la cura del cheratocono e
di gravi forme di miopia, ma anche laser insieme alle
cellule staminali per consentire trapianti di cornea altrimenti impossibili,
laser a femtosecondi per “sfilare” un lenticolo di cornea e trattare i difetti di
vista come
miopia e astigmatismo, e
trapianti selettivi delle parti malati della cornea per ridurre il rigetto. Queste
le principali novità “combinate” presentate al Congresso.
Cross-linking + laser ad eccimeri = cornea stabilizzata e difetto visivo eliminato
Il cross-linking è una metodica utilizzata con successo da qualche anno per
curare in modo non invasivo e indolore - quando lo spessore della cornea è
sufficiente -
il cheratocono, malattia degenerativa della cornea responsabile del 95% dei
trapianti
. Si tratta di una tecnica basata sul laser ad ultravioletti che utilizza un fluido e una
radiazione per modificare lo stato delle molecole che tengono insieme gli strati della cornea e
rinforzarla arrestandone la degenerazione causata dal cheratocono. Tuttavia la deformazione della
cornea, se presente, rimane, e con essa il difetto visivo. La novità, quindi, è
l’applicazione del cross-linking al laser ad eccimeri, intervenendo prima con il
laser
per rimodellare la cornea malata, e successivamente con il cross-linking per
stabilizzarla. Un nuovo fronte, inoltre, è rappresentato dall’utilizzo della
metodica transepiteliale che permette di eseguire il cross-linking anche senza
rimuovere l’epitelio. La sua rimozione, infatti, è la causa del maggiore fastidio post-operatorio e
non in tutti i casi è necessaria, specie dopo una certa età quando la malattia non ha un’evoluzione
violenta, con il vantaggio di un decorso post-operatorio più breve e meno doloroso.
Lenti ultrasottili + laser ad eccimeri = una nuova strada per il futuro
Le lenti ultrasottili sono una recente novità, presentata all’ultimo Congresso
Refractive.online dello scorso settembre, e rappresentano una
valida alternativa al laser nei casi gravi e inoperabili (per esempio, in pazienti
con -15 o -20 diottrie) permettendo di correggere i difetti visivi. Sono inserite davanti all’iride
attraverso un’incisione di soli due millimetri che non richiede suture e rappresentano una
soluzione reversibile: in caso di intollerabilità si possono togliere senza problemi. Inizialmente
si pensava potessero provocare danni all’endotelio, mentre i risultati hanno dimostrato il
contrario sorprendendo, inoltre, in termini di correzione del difetto visivo. In futuro potrebbero,
quindi, rappresentare ben più di una semplice alternativa. Una loro
combinazione con il laser ad eccimeri permette, inoltre, di correggere gli
astigmatismi e le imperfezioni della cornea.
Laser + cellule staminali per consentire trapianti altrimenti impossibili
In caso di
gravi alterazioni della superficie oculare, ad esempio in seguito a gravi ustioni,
in alternativa al trapianto di cornea si effettua il trapianto di cellule
staminali, che
ripopolano la cornea riparandola. La nuova superficie consente di eseguire
trapianti altrimenti destinati a fallire. In alcuni casi può essere utile associare un
trattamento preventivo con il laser ad eccimeri, per rimuovere opacità e
deformazioni e favorire l’attecchimento delle staminali.
L’evoluzione mininvasiva del trapianto di cornea
Non solo trapianto totale della cornea, oggi ridotto a meno del 20% nei centri avanzati di
trapiantologia corneale. Le più moderne conoscenze di fisiopatologia corneale hanno infatti
consentito di circoscrivere la chirurgia di “rimpiazzo” corneale
asportando e sostituendo solo le sezioni malate con un intervento parziale (trapianti lamellari). La
DALK è ritenuta la miglior tecnica per sostituire lo stroma corneale in malattie
diffusissime come il
cheratocono avanzato o le cicatrici della
cheratite erpetica; la
DSAEK è invece ritenuta la miglior metodica per la
sostituzione dell'endotelio corneale. I vantaggi dei trapianti lamellari sono la
maggiore rapidità di recupero e il
minor rischio
intraoperatorio, legato alla mininvasività,
e di
rigetto.
Laser a femtosecondi per gli interventi sulla cornea: un computer guida la mano del chirurgo
Il laser a femtosecondi è l’
ultima evoluzione tecnologica nel campo della chirurgia laser della cornea, e
consente, tramite
impulsi ultra veloci e precisi, di effettuare
tagli e sezioni di qualsiasi geometria, che consentono una miglior integrazione
della cornea al trapianto, e che non possono essere realizzati manualmente con il bisturi. Ha
trovato applicazioni nel campo dei
trapianti di cornea, che ora possono beneficiare di maggiore accuratezza e
stabilità. Questo laser permette inoltre di
correggere i difetti refrattivi rimuovendo un lenticolo di cornea dall’interno
senza necessità di intervenire anche sulla superficie. L’intervento si esegue attraverso una
piccola incisione da cui si sfila il lenticolo. E’ come dover togliere da un libro alcune pagine:
non serve toccare anche la copertina. Si modifica così la forma della cornea con efficacia e con il
vantaggio di un minor dolore e di un più rapido recupero funzionale.
Per informazioni e per il programma del convegno:
www.eucornea.org