Lenti intraoculari di nuova concezione
alternative al laser nei casi più gravi di miopia.
Laser a eccimeri e cross-linking per curare in modo non invasivo il
cheratocono, ma anche attenzione alle
alterazioni della tiroide per prevenire il rapido peggioramento della malattia.
Speciali
lenti per la cataratta, che correggono l’astigmatismo. E una tecnologia
diagnostica laser per “vedere l’invisibile” e
indagare la struttura corneale.
Queste le principali novità di
Refractive.online, il congresso internazionale di Oculistica in programma il
17 e 18 settembre presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. L’appuntamento
scientifico, giunto alla sua ottava edizione, è organizzato dal dott.
Paolo Vinciguerra, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica dell’ospedale.
Divenuto un importante momento di incontro e confronto sulle metodiche di intervento e gli
strumenti diagnostici più innovativi nell’ambito della Chirurgia Refrattiva, Refractive.online
vedrà la partecipazione di
oltre 500 specialisti italiani e stranieri provenienti
da tutto il mondo. Tra questi anche alcuni
fisici, per analizzare dal punto di vista matematico e molecolare la risposta alla
chirurgia.
Miopia: ecco l’ultralente
Una delle principali novità presentate nel corso dell’appuntamento scientifico sono le lenti
intraoculari di nuova concezione. Ultrasottili ed ultraflessibili, offrono un’importante
alternativa al laser. “Nei casi più gravi di miopia,
inoperabili (ad esempio in pazienti con -15 o -20 diottrie) - spiega il dott.
Vinciguerra – queste lenti permettono di
correggere i difetti visivi. Inserite davanti all’iride attraverso un’incisione di
soli 2 millimetri che non richiede suture, rappresentano una
soluzione reversibile: in caso di intollerabilità si possono togliere senza
problemi. Inizialmente affiancheranno il laser per i casi non operabili, ma in futuro sono
destinate a divenire un’alternativa importante”. Sono le uniche lenti di questo tipo ad essere
stata
provate per 10 anni in un gruppo controllatodi
oltre 1.000 pazienti. Disponibili in Europa da luglio, sono già state impiantate
in Humanitas in alcuni pazienti.
Cheratocono: il ruolo della tiroide e della gravidanza
Un’affezione degenerativa della cornea che ne provoca gradualmente lo sfiancamento, l’e
stroflessione e l’assottigliamento all’apice: è il cheratocono, che colpisce all’anno
50 persone ogni 100.000, generalmente
fra i 20 e i 30 anni. E’ una malattia con
origini genetiche e un’evoluzione soggettiva. Nelle fasi iniziali determina un
peggioramento della qualità visiva, negli stadi più avanzati opacizzazione e in alcuni casi anche
la perforazione della cornea.Fino a poco tempo fa la cura del cheratocono era affidata ad occhiali
speciali o lenti a contatto; quindi, in caso di evidente deformazione della cornea, al trapianto di
cornea. Ma negli ultimi anni sono stati fatti importanti progressi per la stabilizzazione e la cura
di questa malattia.
“A Refractive on-line presenteremo una scoperta che apre
nuove prospettive sia per la cura sia
per la prevenzione del cheratocono - spiega il dott. Vinciguerra -. Convinti che
gli occhi siano lo specchio dell’organismo, attraverso un’anamnesi accurata dei pazienti in
Humanitas abbiamo verificato che la progressione del cheratocono è
correlata a disfunzioni della tiroide: l’andamento della malattia infatti è molto
più rapido in caso di presenza di patologie tiroidee. Lo stesso accade in corso di
gravidanza e allattamento.
Abbiamo quindi sviluppato una diagnostica specifica per capire quali pazienti svilupperanno il
cheratocono in forma più violenta, in modo da poter non solo curare la malattia, ma anche
intervenire su ciò che lo peggiora.
La scoperta della correlazione è utile sia per
prevedere l’evoluzione della patologia sia per prevenirla: in caso di patologie
tiroidee o familiarità, la sorveglianza della cornea diventa imperativa per monitorare un’eventuale
insorgenza del cheratocono”.
Laser e cross-linking per il cheratocono
Da 4 anni il
cross-linking, tecnica innovativa basata sul
laser ad ultravioletti, consente una
cura non invasiva e indolore del cheratocono. Fra i primi
centri In Italia
ad utilizzare questa metodica, a livello sperimentale, l
’Istituto Clinico Humanitas
oggi detiene il maggior numero di casi
trattati
(oltre 500 in quasi 4 anni).
La validità di questa tecnica è stata sancita da diverse pubblicazioni su prestigiose
riviste scientifiche:
Opthalmology, Archives of Opthalmology e
Journal of Refractive Surgery. “Con il laser ad eccimeri si rimodella la cornea - spiega
il dott. Paolo Vinciguerra - e grazie al cross-linking (intervento di fotodinamica
corneale) la sua struttura viene rinforzata attraverso l’intreccio e l’aumento dei legami tra le
fibre del collagene corneale.Si tratta di una
chirurgia ‘molecolare’, perché utilizza un fluido e una radiazione per cambiare lo
stato delle molecole che tengono insieme gli strati della cornea.
Dagli studi condotti il cross-linking si è dimostrato non solo in grado di rallentare un
ulteriore sfiancamento della cornea affetta da cheratocono progressivo, ma addirittura - come
evidenziato dai controlli a quasi 4 anni di distanza dall’intervento - capace di
migliorare la forma della cornea e la qualità visiva. In un certo numero di casi
tale trattamento si è anche dimostrato utile nel
ridurre l’astigmatismo”.
Cataratta: nuove lenti correggono l’astigmatismo
Diversamente da quelle normalmente utilizzate, speciali lenti di ultima generazione consentono
di correggere l’astigmatismo nei pazienti operati di cataratta. In Humanitas, il loro uso si
integra con un
software messo a punto presso l’ospedale che, tramite un sofisticato sistema di
misurazione dei parametri biomedici (diametro e spessore della cornea, caratteristiche della
pupilla, distanza fra cornea ed iride ecc.) determina il
posizionamento migliore della lente ai fini della correzione dell’a
stigmatismo.
Una diagnostica per vedere l’invisibile
L’OCT del segmento anteriore è una nuova tecnologia laser per indagare la struttura corneale.
Utilizzato in Humanitas, permette di analizzare in maniera approfondita le
caratteristiche morfologiche ed ultrastrutturali della cornea, e di vedere fino a
che punto gli strati di quest’ultima sono coinvolti dalla malattia. Agendo su un campo di luce
invisibile, riesce a visualizzare gli strati sottostanti della cornea con una risoluzione
altissima.
La nuova oculistica di Humanitas
Dallo scorso mese di maggio l’Oculistica di Humanitas dispone di nuovi e più ampi spazi. Il
piano terra di una palazzina antistante all’ospedale (building 5) è infatti interamente dedicato
alle attività dell’Unità Operativa diretta dal dott. Vinciguerra. Qui i pazienti possono disporre
dei più moderni dispostivi diagnostici e terapeutici e di un modello organizzativo avanzato. Gli
spazi infatti sono concepiti con l’area d’attesa al centro, circondata dagli ambulatori. Il
percorso del paziente, totalmente informatizzato, è progressivo, dalla diagnostica alla visita -
ortottica e oculistica - alla terapia.